CASTELLARO LAGUSELLO (MONZAMBANO) – Si è conclusa domenica scorsa la sesta edizione del Festival di Astronomia, che anche quest’anno ha trasformato il borgo di Castellaro Lagusello in un luogo di incontro tra scienza, cultura, arte e partecipazione.
L’edizione 2026, dedicata al tema dell’errore, ha registrato un’ampia partecipazione di pubblico durante tutto il fine settimana, confermando la crescita e il radicamento della manifestazione nel territorio. Nella sola serata di sabato, in occasione della Notte Bianca, sono state stimate oltre mille presenze, con visitatori provenienti non solo dall’area locale ma anche dai territori limitrofi.
Particolarmente significativa è stata la partecipazione alle attività che hanno accompagnato la notte fino alle prime ore del mattino: molte persone hanno scelto di fermarsi per vivere le osservazioni astronomiche all’alba e condividere la colazione conclusiva, contribuendo a creare un’atmosfera di autentica comunità attorno alla passione per la conoscenza e l’osservazione del cielo.
Tra gli elementi distintivi di questa edizione vi è stata la forte presenza delle famiglie. I laboratori e le attività dedicate al pubblico più giovane hanno registrato una partecipazione costante e numerosi momenti hanno visto il coinvolgimento simultaneo di bambini, ragazzi e adulti. In questo senso, la collaborazione con l’associazione ludica Dadi in Biliko ha rappresentato un importante valore aggiunto, permettendo di ampliare ulteriormente il pubblico del Festival e di proporre nuove modalità di avvicinamento ai temi scientifici attraverso il gioco e la sperimentazione.
Grande successo ha riscosso anche lo spettacolo partecipativo Facciamo luce sotto le stelle, che ha saputo coinvolgere pubblici di tutte le età in un’esperienza condivisa capace di unire meraviglia, scoperta e partecipazione attiva. Lo spettacolo si è confermato uno dei momenti più coinvolgenti dell’intera manifestazione, dimostrando come il dialogo tra arte, narrazione e divulgazione scientifica possa diventare uno strumento efficace per avvicinare le persone alla conoscenza.
Un sentito ringraziamento va al Circolo Astrofili Veronesi, che ha curato le osservazioni del cielo accompagnando il pubblico alla scoperta degli oggetti celesti durante le serate del Festival e nelle osservazioni dell’alba, e all’Accademia di Belle Arti di Venezia, che attraverso il laboratorio condotto dalle proprie studentesse e dai propri studenti ha contribuito ad arricchire il dialogo tra arte, creatività e divulgazione scientifica.
Grande attenzione è stata inoltre riservata all’accessibilità. Grazie alla presenza degli interpreti LIS, che hanno affiancato alcune mostre, un laboratorio e una delle conferenze principali della manifestazione, è stato possibile favorire una partecipazione concreta e significativa delle persone sorde, che hanno risposto con interesse e presenza alle attività proposte.
«Se dovessimo riassumere questa sesta edizione in una sola parola», spiegano gli organizzatori, «sceglieremmo partecipazione. Il tema dell’errore ci ha permesso di raccontare come il dubbio, il tentativo e persino lo sbaglio siano parte integrante non solo della ricerca scientifica, ma anche dell’apprendimento e della crescita personale. Abbiamo visto persone di età, interessi e provenienze diverse incontrarsi, sperimentare e divertirsi insieme proprio partendo dalla libertà di sbagliare».
Con la chiusura dell’edizione 2026 si conclude un’altra tappa di un percorso che continua a crescere anno dopo anno, consolidando il Festival di Astronomia come appuntamento culturale capace di unire divulgazione scientifica, inclusione e partecipazione attiva della comunità.


