MANTOVA – La notizia era stata parzialmente anticipata dalla stampa locale nei giorni scorsi, ora è ufficiale: il Progetto Hymantovalley è ripartito con il partnermeeting tenutosi il 14-15 aprile a Bolzano. I 22 partner (sei in più rispetto alla precedente compagine) si sono confrontati per dare corso alle attività concordate con la Commissione Europea dopo la rimodulazione del progetto, che resta sotto la guida della Provincia di Mantova con Agire – società in-house di Palazzo di Bagno per la gestione delle energie rinnovabili – in veste di braccio operativo. Come è noto, l’iniziativa mira a creare un ecosistema completo per la produzione, distribuzione e utilizzo di idrogeno rinnovabile, con l’obiettivo di abbattere le emissioni inquinanti nei settori civile, industriale e dei trasporti in Valle Padana.
Un consorzio ampliato e un nuovo orizzonte temporale
Il progetto, originariamente lanciato nel 2023, ha superato gli ostacoli burocratici e di mercato e a gennaio ha avuto il via libera dalla Commissione Europea, con un orizzonte temporale spostato al 31 ottobre 2027. Per garantire soluzioni sempre più pragmatiche, il consorzio si è arricchito di 6 nuovi partner strategici e industriali (SEI, Nutri-Tech, Faber, Diamant, Fagioli e TI-ES, cinque virgiliane ed una veronese), portando la squadra a un totale di 22 realtà provenienti da 10 regioni e 4 Stati membri dell’Unione Europea (Italia, Austria, Paesi Bassi e Belgio). Il progetto prevede investimenti per circa 9 milioni di euro ed è cofinanziato al 70% dal programma I3 dell’Unione Europea, gestito dall’agenzia EISMEA.
Il meeting di Bolzano: focus su operatività e infrastrutture
Dopo i meeting di Mantova (fondativo) e di Venezia, il terzo incontro dei partner è stato ospitato a Bolzano da Wolftank Adisa GmbH, segnando un momento decisivo per lo sviluppo del progetto. Le giornate di lavoro hanno visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali e aziende con il prezioso contributo di Caterina Verde e Mariangela Bartolomeo, delegate EISMEA, che hanno fornito linee guida fondamentali per rendicontazione dei costi, gestione degli ammortamenti e nuove opportunità di finanziamento.
Manuela Fornari, in rappresentanza della Provincia di Mantova – come detto, capofila di HYMANTOVALLEY – ha espresso grande soddisfazione per il riavvio operativo del progetto, congratulandosi con AGIRE per il supporto tecnico e dando il benvenuto formale ai nuovi partner, fondamentali per il successo di questa iniziativa di decarbonizzazione territoriale. Per conto del presidente Bottani, da sempre entusiasta sostenitore del progetto, ha ribadito come la strategia di Palazzo di Bagno punti a “trasformare l’infrastruttura trimodale (strada-ferrovia-acqua) del Porto di Mantova-Valdaro in un polo energetico innovativo di livello europeo”.
Momento centrale dell’evento bolzanino è stata la visita di studio in SASA, azienda locale all’avanguardia nel trasporto pubblico. I partner hanno potuto osservare da vicino l’integrazione di otto nuovi autobus elettrici e a idrogeno (modelli Caetano City Gold e Rampini Eltron) all’interno di una flotta che conta già 50 mezzi a zero emissioni, confermando l’importanza delle tecnologie a idrogeno per la mobilità pesante.
Innovazione pratica: dalle locomotive all’agricoltura sostenibile
Durante le sessioni dedicate ai “Work Packages” (WP), i partner hanno delineato le imminenti fasi di implementazione pratica sul territorio. Il progetto HYMANTOVALLEY si distingue infatti per la sua applicazione a 360 gradi, che include:
• Trasporti intermodali ed emissioni zero: Studio per la conversione di un’imbarcazione per la navigazione interna (curato da VENA e Future Proof Shipping) e il refitting di locomotive da manovra ferroviaria (portato avanti da IPE Locomotori). Fondamentale anche il ruolo dei nuovi partner virgiliani Faber Industries e Diamant per lo sviluppo di carri bombolai MEGCs (Multi Element Gas Containers) ad altissima pressione in fibra di carbonio, per il trasporto sicuro dell’idrogeno.
• Agricoltura e logistica: Nutritech (altra new entry mantovana) e Wolftank Group installeranno una stazione di rifornimento a idrogeno integrata a una serra acquaponica sostenibile e a impatto zero, finalizzata all’allevamento ittico e alla produzione di ortaggi, unita all’impiego di miniVan e forklift a idrogeno per la logistica aziendale, nonché biciclette a idrogeno per il turismo e la didattica.
• Teleriscaldamento urbano: Il Gruppo TEA (SEI) si farà invece carico di concludere lo studio di un piano per introdurre l’idrogeno nella rete di teleriscaldamento della città di Mantova.
L’impatto sociale dell’idrogeno
HYMANTOVALLEY non è solo una sfida ingegneristica, ma una vera e propria missione sociale. Oltre allo studio LCA (Life Cycle Assessment) ambientale curato dal CNR e da UNIMORE, grande attenzione è rivolta all’aspetto sociale. Nel suo intervento conclusivo Nicola Galli, direttore di AGIRE, ha sottolineato come l’idrogeno debba essere visto come una necessità collettiva per la resilienza del territorio: “L’idrogeno non è solo una questione di costi o di evoluzione tecnologica, ma una risorsa di importanza vitale per garantire energia pulita e sicurezza a strutture critiche, come gli ospedali cittadini, specialmente nell’attuale contesto di crisi energetica”.
Verso il futuro della Valle del Po
Collocato al centro della Pianura Padana, una delle zone con la peggiore qualità dell’aria a livello continentale, HYMANTOVALLEY si propone di diventare un modello internazionale (best practice) replicabile in tutta Europa. Attraverso la creazione di un nuovo “Applied Research Hub”, coordinato in collaborazione con il Politecnico di Milano e la Fondazione Bruno Kessler, il progetto non solo limiterà le emissioni di CO2 ma formerà anche nuove competenze professionali stimolando l’economia locale.
HYMANTOVALLEY
HYMANTOVALLEY (Hydrogen Mantova Valley) è un progetto di eccellenza europea coordinato dalla Provincia di Mantova in collaborazione con l’agenzia in-house AGIRE. La partnership coinvolge istituzioni pubbliche, aziende leader e poli universitari per creare una filiera dell’idrogeno verde, promuovendo la transizione energetica nella mobilità trimodale, nell’industria e nei servizi civili.

