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MILANO – Roma e Il Cairo rafforzano l’alleanza. Il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, guida una missione accompagnato dai colleghi dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin e del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Elvira Calderone. Una visita che intreccia diplomazia, sicurezza e cooperazione economica e che conferma la centralità dell’Egitto nell’attuazione del Piano Mattei per l’Africa.
Il vicepremier incontra il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi, che gli consegna una lettera indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nel messaggio, Al Sisi si congratula con il governo italiano per essere diventato “il più longevo nella storia della Repubblica italiana dalla fine della Seconda guerra mondiale” e sottolinea il “notevole sviluppo” delle relazioni bilaterali nei diversi settori. Invita quindi Meloni a visitare l’Egitto per “proseguire il coordinamento e le consultazioni sulle questioni di comune interesse”.
Sul tavolo del colloquio tra Tajani e al Sisi entra anche l’attuazione delle conclusioni del Comitato congiunto italo-egiziano, con l’obiettivo di rafforzare commercio e investimenti e ampliare la collaborazione in settori che vanno dall’energia all’istruzione, dai trasporti marittimi all’agricoltura e al turismo.
Proprio l’energia rappresenta uno dei temi caldi della cooperazione. Pichetto Fratin indica gas naturale, rinnovabili e transizione verde come gli ambiti nei quali Roma e Il Cairo intendono ampliare il partenariato. Italia ed Egitto condividono, secondo Pichetto, l’obiettivo di diversificare il mix energetico, rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, garantire stabilità al sistema elettrico e accompagnare la transizione verso sistemi a basse emissioni. In questo quadro, il ministro guarda al nucleare di nuova generazione come possibile componente complementare allo sviluppo delle fonti rinnovabili.
La geografia rafforza la dimensione dell’intesa. “La posizione strategica dei nostri Paesi”, osserva Pichetto, rende Italia ed Egitto “naturalmente importanti hub energetici” nelle rispettive aree del Mediterraneo: l’Italia come ponte verso l’Unione europea, l’Egitto verso il Mediterraneo orientale e il Medio Oriente. La cooperazione comprende lo sviluppo di interconnessioni elettriche, gas e petrolio, mentre sono allo studio prospettive anche per biometano e idrogeno.
Il settore economico occupa una parte significativa della missione. Il Cairo ospita il Business Forum Italia-Egitto, con oltre cento aziende italiane, quasi 600 partecipanti e circa mille incontri B2B. Energia e transizione verde, infrastrutture, tecnologie industriali avanzate, digitalizzazione e agritech sono tra i principali comparti al centro del confronto tra imprese.
I numeri confermano il peso crescente dell’interscambio. Nel 2025 gli scambi commerciali bilaterali hanno raggiunto 5,9 miliardi di euro, con un aumento dell’11,7 per cento rispetto all’anno precedente. Nei primi cinque mesi del 2026 è arrivata un’ulteriore crescita del 7,5 per cento. Il Cairo rappresenta quindi per le imprese italiane non soltanto un mercato, ma anche una piattaforma verso Africa e Medio Oriente.
La missione ha una forte componente geopolitica. Al centro, le principali crisi regionali, a partire dalla guerra a Gaza e dal ruolo di mediazione svolto dal Cairo, oltre alla prospettiva della soluzione a due Stati. Nel confronto rientrano anche la stabilità del Libano e della Libia, la situazione in Sudan e nel Corno d’Africa e la sicurezza delle rotte marittime, con particolare attenzione a Hormuz e al Mar Rosso.
La cooperazione tocca i temi ambientali. Economia circolare, tutela dei mari e salvaguardia delle risorse idriche sono tra le sfide condivise dai due Paesi. Pichetto Fratin ricorda gli appuntamenti sulla cooperazione per l’acqua nel Mediterraneo in programma a Roma a fine settembre, ai quali l’Italia attribuisce particolare importanza anche per la partecipazione egiziana.

