MILANO – Il Piano Mattei è “pienamente operativo”. Palazzo Chigi trasmette al Parlamento la terza relazione sullo stato di attuazione, adottata dalla cabina di regia nella riunione del 26 giugno e conferma che il programma per l’Africa è entrato in fase operativa.
La collaborazione con l’Italia, partita nel 2024 con 9 partner, è stata estesa a 18 Paesi. “La strategia sta producendo risultati tangibili”, rivendica Giorgia Meloni. “Insieme ai nostri partner africani abbiamo avviato in questi anni oltre 70 progetti, grazie a una solida architettura finanziaria che sta mobilitando risorse pubbliche e private. L’Italia continuerà a lavorare per rafforzare un modello di cooperazione fondato sul rispetto reciproco, sulla fiducia e sullo sviluppo condiviso”.
L’ultimo ampliamento, nel marzo 2026, ha incluso Gabon, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda e Zambia. Sul fronte delle risorse, il Piano dispone di una dotazione iniziale di 5,5 miliardi di euro. Attualmente sono 76 i progetti in corso, mentre il Comitato tecnico del Fondo Italiano per il Clima ha deliberato circa 1,2 miliardi di euro per 15 interventi in Africa, di cui oltre 936 milioni nel periodo preso in esame dalla relazione, tra il luglio 2025 e il giugno 2026. A sostegno degli investimenti nei Paesi partner si aggiungono 4 miliardi di euro di garanzie concesse da SACE e 269 milioni di euro di crediti bilaterali italiani destinati a essere convertiti in progetti di sviluppo nell’arco del prossimo decennio.
Tra i principali risultati, c’è il rafforzamento della dimensione internazionale del Piano: dopo il vertice inaugurale di Roma del gennaio 2024, il secondo Vertice Italia-Africa si è svolto il 13 febbraio 2026 ad Addis Abeba, prima volta nella storia della conferenza organizzata sul continente africano, con la partecipazione di 35 delegazioni guidate da capi di Stato e di Governo. La relazione sottolinea il coordinamento crescente con il programma europeo Global Gateway e la collaborazione con i principali organismi finanziari e di sviluppo internazionali, tra cui Banca Mondiale, Banca Africana di Sviluppo, Commissione europea, Undp, Ifc, Ifad, Fao e African Finance Corporation. Il modello di ‘Sistema Italia’ alla base del Piano Mattei, vede coinvolti ministeri, Cassa Depositi e Prestiti, Sace, Simest, Regioni, enti locali, università, organizzazioni del terzo settore e la diaspora africana presente in Italia, nell’obiettivo dichiarato di costruire una cooperazione paritaria e di lungo periodo con i Paesi africani. Sei sono le direttrici lungo cui si sviluppano le attività: acqua, agricoltura, energia, infrastrutture fisiche e digitali, istruzione, formazione e cultura, salute. Nel corso dell’ultimo anno, gli interventi si sono concentrati soprattutto sulla trasformazione digitale e sull’intelligenza artificiale, con il capitale umano indicato come “elemento centrale” della strategia.

