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MANTOVA – Un percorso interdipartimentale dedicato ai problemi tiroidei e alle malattie correlate, sia di tipo medico che chirurgico. Il progetto, coordinato dall’endocrinologa Barbara Presciuttini e dalla chirurga Sara Cavallari, è stato recentemente perfezionato e ha coinvolto tutti i reparti e i servizi che, a diverso titolo, partecipano alla presa in carico dei pazienti con problemi attinenti alla tiroide. Nella fattispecie, le strutture di Endocrinologia, Diagnostica per immagini, Anatomia patologica, Laboratorio analisi, Medicina nucleare, Chirurgia generale, Oncologia, oltre a Oculistica, Otorinolaringoiatria, Logopedia, Anestesia, Chirurgia toracica, Chirurgia maxillo-facciale, Neurochirurgia e Radioterapia.
“L’obiettivo della stesura del protocollo diagnostico-terapeutico – commentano Barbara Presciuttini e Sara Cavallari – è stato quello di ridefinire e puntualizzare competenze, modalità operative e percorsi di presa in carico, garantendo ai pazienti un approccio multidisciplinare. Parallelamente si mira a rafforzare l’integrazione fra ospedale e territorio, coinvolgendo attivamente i medici di medicina generale e gli specialisti ambulatoriali territoriali, al fine di favorire l’aderenza terapeutica e fornire indicazioni appropriate su tempi e modalità di invio dei pazienti a valutazioni specialistiche di terzo livello”.
L’iniziativa coincide con la Giornata mondiale della tiroide, che si celebra il 25 maggio con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull’importanza della salute della tiroide, della prevenzione e del corretto trattamento delle patologie correlate. La campagna nazionale 2026 pone l’attenzione sul rapporto fra nutrizione e salute della tiroide. Il corretto funzionamento della ghiandola tiroidea dipende, infatti da un adeguato apporto di iodio e selenio. L’uso quotidiano del sale marino iodato in cucina aiuta a garantire il fabbisogno di iodio necessario.
Una carenza di iodio, invece, favorisce la formazione di gozzo e noduli tiroidei. Alimenti utili sono pesce, frutti di mare e anche frutta secca, latte e derivati, oltre a frutta e verdura fresca ricche di anti-ossidanti. Al contrario, un consumo frequente di alghe e sushi può far peggiorare forme di ipertiroidismo già esistenti. Un adeguato contenuto di iodio nella dieta è particolarmente importante durante le fasi di crescita e nelle donne che programmano una gravidanza.
La corretta alimentazione rappresenta un supporto importante per la salute della tiroide, ma non sostituisce le cure mediche. Gli integratori non sono in grado di curare l’ipotiroidismo e l’utilizzo dell’ormone tiroideo contro l’obesità è del tutto inappropriato. È fondamentale affidarsi a informazioni basate su evidenze scientifiche: cavoli e broccoli, per esempio, non sono un veleno per la tiroide e il glutine non provoca infiammazione tiroidea nelle persone non affette da celiachia; la soia può ridurre la capacità di assorbire la levotiroxina, ma non altera la funzione tiroidea residua. La levotiroxina è prescritta a chi è affetto da Ipotiroidismo e deve essere assunta a digiuno, almeno 30 minuti prima di colazione e di altri farmaci.

