MANTOVA – Nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale, Neonatologia e Nido nasce il progetto ‘Genitori Peer’. Il percorso coinvolge mamme e papà che in passato hanno vissuto l’esperienza della Terapia Intensiva Neonatale con il proprio bambino e che, dopo un confronto con l’équipe, scelgono di affiancare le famiglie attualmente ricoverate. Non svolgono un ruolo sanitario, ma offrono ascolto, condivisione e una presenza discreta. “La Terapia Intensiva Neonatale di ASST Mantova – spiega il direttore della struttura e del Dipartimento Materno-Infantile Valeria Angela Fasolato – è un luogo di alta specializzazione, tecnologia e competenze avanzate. Ma è anche uno spazio in cui le emozioni sono intense e spesso difficili da gestire.
L’ingresso in Tin rappresenta per molti genitori un momento improvviso, carico di paura e incertezza. Come professionisti, ce ne accorgiamo ogni giorno: accanto ai bisogni clinici del neonato, esiste un bisogno altrettanto importante, quello di sentirsi accolti e compresi. Da questa consapevolezza è partita l’iniziativa”. A volte basta una frase semplice, detta da chi ha attraversato lo stesso percorso, per alleggerire un momento difficile. Sentirsi dire “so cosa stai provando” da qualcuno che lo ha realmente vissuto può fare la differenza.
L’iniziativa si inserisce in un modello assistenziale che considera il neonato e la sua famiglia come un’unica unità di cura. La stabilità clinica rimane naturalmente prioritaria, ma il benessere emotivo dei genitori è parte integrante del percorso di crescita del bambino.
“Il progetto Genitori Peer – conclude Valeria Angela Fasolato – rappresenta un modo concreto per trasformare un’esperienza complessa in una risorsa per gli altri, rafforzando quella rete di sostegno che in Terapia intensiva neonatale è spesso determinante quanto le terapie”.

