MANTOVA – Tecniche innovative e mini-invasive per i pazienti della struttura di Chirurgia Vascolare di Asst Mantova. Si tratta di procedure all’avanguardia utilizzate per trattare l’arteropatia cronica degli arti inferiori, caratterizzata dall’occlusione parziale o totale delle arterie che garantiscono l’afflusso di sangue alle gambe.
Questa patologia si presenta, generalmente dopo i 50-55 anni, con vari sintomi: andatura claudicante, difficoltà e dolore durante la camminata che induce il paziente a fermarsi – nota come ‘sindrome delle vetrine’ – dolore notturno alla gamba e al piede con sensazione di freddo alle estremità, fino alla comparsa di ulcere.
Fra i principali fattori di rischio il fumo di sigaretta, il diabete, la sedentarietà. Accanto alla chirurgia tradizionale, di recente i professionisti della Chirurgia Vascolare hanno introdotto l’aterectomia: consiste nell’impiego di un device con lama rotante che disgrega il trombo presente nell’arteria.
Una seconda tecnica disponibile, già utilizzata con successo dalla struttura di Cardiologia del Carlo Poma per la cura di alcune patologie cardiache, è la litotrissia intravascolare. In questo caso, nell’arteria viene inserito un palloncino, che gonfiandosi rilascia onde sonore in grado di frammentare le formazioni/placche di calcio. Queste procedure permettono, con un approccio mini-invasivo, di offrire la miglior scelta terapeutica in base alle caratteristiche della placca arteriosa sulla quale si deve intervenire.
Spesso, si ricorre a procedure ibride. Le tecniche endovascolari vengono cioè combinate durante lo stesso intervento con la chirurgia tradizionale, in modo da giungere a una terapia su misura ed estremamente mirata per il paziente preso in carico.
Per il trattamento delle lesioni causate dall’arteropatia cronica è stato inoltre potenziato l’ambulatorio vulnologico, gestito da infermiere esperte e in continuo aggiornamento per il trattamento delle ulcerazioni con metodiche avanzate. I pazienti vengono così seguiti nell’ambito di un percorso che va dall’esordio della malattia, con i primi sintomi, fino alla comparsa di eventuali lesioni.
“I risultati raggiunti sono frutto di un grande sforzo di tutti i professionisti del reparto – commenta il direttore della struttura di Chirurgia Vascolare Andrea Arienzo – ricorriamo a sistemi moderni e di alta qualità che portano a una svolta nella gestione di pazienti sempre più complessi”.

