MILANO – Un secondo missile iraniano dopo quello della scorsa settimana è stato intercettato dalla Nato nello spazio aereo turco. Secondo il ministero della Difesa turco una munizione balistica sparata dall’Iran è stata “neutralizzata” dalle difese Nato dispiegate nel Mediterraneo orientale, alcuni detriti sono caduti a Gaziantep, ma non hanno causato vittime. Ankara ha sottolineato che adotterà “tutte le misure necessarie” contro qualsiasi minaccia al suo territorio. “La Turchia attribuisce grande importanza alle relazioni di buon vicinato e alla stabilità regionale – ha dichiarato il ministero della Difesa –, tuttavia, sottolineiamo ancora una volta che tutte le misure necessarie saranno adottate con decisione e senza esitazione contro qualsiasi minaccia diretta al territorio e allo spazio aereo del nostro Paese“.
E mentre il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, afferma che non sono state avviate offensive dal territorio iraniano verso Turchia, Cipro e Azerbaigian e Ankara invia sei caccia F-16 e sistemi di difesa aerea alla Repubblica turca di Cipro del Nord, proprio da Cipro è il presidente francese Emmanuel Macron a dire che “quando Cipro viene attaccata, è l’Europa che viene attaccata”.
Intanto in Iran domenica Mojtaba Khamenei, figlio del defunto Ali Khamenei, è stato nominato Guida suprema dell’Iran. Anche le Guardie Rivoluzionarie iraniane, l’esercito ideologico della Repubblica Islamica dell’Iran, hanno giurato fedeltà a al figlio di Khamenei. Il Corpo delle Guardie “sostiene la scelta dell’Onorevole Assemblea degli Esperti (ed) è pronto alla totale obbedienza e al sacrificio per adempiere ai comandamenti divini” di Mojtaba Khomeini. L’appoggio a Khamenei è arrivato anche dal presidente russo, Vladimir Putin, che gli ha inviato un telegramma di congratulazioni. “In un momento in cui l’Iran si trova ad affrontare un’aggressione armata, il suo mandato in questa posizione di alto livello richiederà senza dubbio grande coraggio e dedizione. Sono fiducioso che continuerà con onore l’opera di suo padre e unirà il popolo iraniano di fronte a dure prove. Da parte mia, vorrei ribadire il nostro incrollabile sostegno a Teheran e la solidarietà con i nostri amici iraniani. La Russia è stata e rimarrà un partner affidabile della Repubblica Islamica“. Putin augura a Mojtaba Khamenei “successo nel risolvere i difficili compiti che ti attendono, nonché buona salute e forza d’animo“. Di tutt’altro parere il presidente Usa Donald Trump, che non vuole rivelare i suoi piani, ma che dichiara di “non essere contento” della scelta. E se il tycoon sostiene di non essere “nemmeno lontanamente” disposto a ordinare alle truppe statunitensi di entrare in Iran, è il suo segretario di Stato Marco Rubio a dire che il “governo terrorista” di Teheran ora “ha meno missili, meno lanciatori, meno industrie. Sarà decimato, il mondo sarà un posto migliore quando questa sarà una missione compiuta”.

