MILANO – Al via oggi una missione militare europea in Groenlandia, territorio artico sotto sovranità danese ambito dal presidente Donald Trump, il giorno dopo un incontro a Washington tra funzionari americani, danesi e groenlandesi che ha portato alla presa di coscienza di un “disaccordo fondamentale”. Francia, Svezia, Germania e Norvegia hanno annunciato ieri che dispiegheranno personale militare sull’isola per una missione di ricognizione che, secondo una fonte del Ministero delle Forze Armate francese, fa parte dell’esercitazione danese ‘Arctic Endurance’. “I primi elementi militari francesi sono già in viaggio. Altri seguiranno”, ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron su X. Questo “in vista di possibili contributi militari a sostegno della Danimarca nel garantire la sicurezza nella regione, ad esempio nell’ambito delle capacità di sorveglianza marittima”, ha spiegato il Ministero della Difesa tedesco. Questa “esplorazione della Groenlandia” si svolgerà da giovedì a sabato, ha specificato, aggiungendo che vi parteciperà una “squadra di ricognizione” composta da 13 membri della Bundeswehr.
Allo stesso tempo, alla luce dell’incontro di ieri tra il ministro degli Esteri danese, Lars Løkke Rasmussen e la collega groenlandese Vivian Motzfeldt con il vicepresidente statunitense J.D. Vance e il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, verrà istituito tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia un gruppo di alto livello per discutere il futuro della vasta isola artica. Rasmussen ha dichiarato che con Washingotn vi è stata una discussione “franca ma costruttiva” durata più di un’ora ma il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha continuato a insistere sulla “conquista” della Groenlandia. Il che per Copenaghen è “totalmente inaccettabile”.
I colloqui hanno segnato il primo incontro formale tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia da quando Trump aveva inizialmente espresso l’idea di acquistare l’isola più grande del mondo nel 2019. Tuttavia, non sono riusciti a raggiungere una svolta diplomatica, con Rasmussen che ha affermato che Danimarca e Groenlandia avevano “linee rosse” che non potevano oltrepassare, sebbene fossero pronti a offrire a Washington l’opportunità di aprire altre basi sull’isola artica. Ha aggiunto che il gruppo di lavoro ad alto livello terrà la sua prima riunione entro un paio di settimane e cercherà di trovare un compromesso tra le due posizioni. “Sono lieto che, sebbene non siamo d’accordo sulla fattibilità, sia produttivo avviare discussioni ad alto livello”, ha affermato Rasmussen.
Dal canto suo Trump, che non ha partecipato all’incontro, ha ribadito di avere “ottimi rapporti con la Danimarca e vedremo come si svilupperà la situazione. Credo che si troverà una soluzione”. Poche ore prima, aveva scritto sul suo social network Truth che gli Stati Uniti “hanno bisogno della Groenlandia per motivi di sicurezza nazionale. È vitale per il Golden Dome che stiamo costruendo”. È la prima volta che collega questo imponente progetto di difesa missilistica americano al possesso del territorio autonomo danese. Il presidente sostiene da tempo che gli Stati Uniti abbiano bisogno della Groenlandia per contenere l’avanzata di Russia e Cina nell’Artico e non esclude l’uso della forza per conquistarla. Durante i colloqui, la Casa Bianca ha diffuso una vignetta raffigurante due slitte trainate da cani dirette verso due possibili destinazioni: l’America, simboleggiata dalla Casa Bianca sotto un immenso cielo azzurro, o la Cina e la Russia, rappresentate dalla Grande Muraglia e dalla Piazza Rossa al buio. Non ci sono navi cinesi né investimenti “ingombranti” in Groenlandia, ha dichiarato Løkke Rasmussen alla stampa danese.

