MILANO – In vista del Consiglio Europeo del 15 e 16 ottobre, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, definisce chiaramente quali sono le sue priorità davanti alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo: energia, energia e energia. “Le famiglie e le industrie stanno pagando il prezzo di una crisi ben al di là dei nostri confini”, scandisce, avvertendo che “a situazione potrebbe intensificarsi con l’avvicinarsi dell’inverno. Quindi, dobbiamo agire ora: per proteggere i più bisognosi e per assicurarci di uscire da questa crisi più forti di come vi siamo entrati, affrontando i problemi strutturali”. Attenzione, però, perché il sostegno “deve essere mirato: niente sussidi a pioggia”, che aumenterebbero la domanda, favorirebbero i redditi più alti e comporterebbero costi enormi. Serve invece un “sostegno mirato ed efficace per chi ne ha davvero bisogno”.
Gli anni passati ci hanno insegnato qualcosa, perché già quattro anni fa, quando “la Russia ha cercato di ricattarci”, l’Europa “è rimasta unita e ne siamo usciti più forti. Abbiamo diversificato le nostre forniture e abbiamo accelerato massicciamente gli investimenti nell’energia pulita prodotta a livello locale”. Così siamo diventati “meno vulnerabili” e oggi ci troviamo “in una posizione migliore”. Ecco perché “le decisioni che prendiamo oggi devono seguire la stessa logica. Nel breve termine, dobbiamo sostenere gli Stati membri per rispondere alla pressione immediata. Ma per il medio e lungo termine, dobbiamo continuare ad affrontare le questioni strutturali che ci lasciano esposti ai volatili mercati esteri dei combustibili fossili. Dobbiamo investire nella nostra resilienza”. Il che significa produrre elettricità pulita, ma, soprattutto, “utilizzarne di più”: “Il nostro Piano d’azione per l’elettrificazione stabilisce un obiettivo chiaro: raddoppiare tale quota entro il 2040”.
Per quanto riguarda le azioni pratiche da intraprendere, von der Leyen chiarisce che, viste le differenze fra i Paesi europei, ognuno con sfide energetiche diverse, il ruolo dell’Ue è “fornire agli Stati membri gli strumenti e la flessibilità per rispondere”. Ma è necessario “compiere scelte strategiche oggi per garantire la nostra indipendenza energetica domani”. Anche per questo “lanceremo una nuova task force per aggregare la domanda di energia. Lo abbiamo già fatto in passato: quando la Russia ha cercato di ricattarci, abbiamo riunito gli acquirenti europei, abbiamo messo in comune la domanda e abbiamo aiutato a garantire le forniture di cui l’Europa aveva bisogno. È un modello che funziona, ma dobbiamo portarlo al livello successivo. Vogliamo passare dal semplice abbinamento (matchmaking) all’aggregazione della domanda e incaricare un operatore di mercato di gestire l’approvvigionamento congiunto”.
Infine, una stoccata sul prossimo bilancio a lungo termine dell’Ue, che deve essere “all’altezza delle molteplici sfide che l’Europa si trova di fronte”. “Sono consapevole che bilanciare tutti i vincoli non sia facile. Sono anche consapevole della difficile situazione di bilancio negli Stati membri. Ma vorrei mettere in guardia contro ampi tagli, che rischierebbero di incidere profondamente su priorità fondamentali su cui tutti insieme abbiamo concordato”, chiude la presidente della Commissione Europea.

