GONZAGA / MANTOVA – Un settore in crescita, che non deve andare in contrasto con i sistemi di coltivazione convenzionali, ma che anzi può e deve ritagliarsi uno spazio di mercato ben preciso e definito.
C’è stata l’agricoltura biologica al centro del focus organizzato questa sera da Confagricoltura Mantova alla Fiera Millenaria di Gonzaga, con il convegno “Agricoltura biologica: le nuove sfide tra riforma Pac, innovazione e sostenibilità”.
Sguardo su un comparto che, come detto, è in continuo movimento: come indicato nell’ultimo rapporto “Bio in cifre”, di cui ha parlato anche Antonella Giuliano di Ismea, la SAU biologica nazionale nel 2024 ha superato i 2,5 milioni di ettari (+2,4% sul 2023), con 87.042 aziende (+3,4%) e un valore di mercato che sfiora i 4 miliardi di euro (+2,9%). La provincia di Mantova è la seconda in Lombardia per superfici biologiche (circa il 12% regionale), alle spalle della sola Pavia, che si attesta al 40%.
«Stiamo parlando di un settore ormai di conclamata importanza – ha spiegato Gianmaria Cunial, presidente della Federazione Nazionale di prodotto agricoltura biologica di Confagricoltura – che ricopre un quinto della SAU italiana. Non possiamo più parlare di nicchia, tanto che in alcune colture, come la vite, il rapporto è anche più alto».
«Dobbiamo occuparci di dare valore a quanto viene prodotto – ha aggiunto Cunial – dato che nel 2025 è aumentata moltissimo, quasi del 10%, la richiesta di prodotti biologici nei consumi domestici. Il mercato funziona, quello che non va è la remunerazione dei produttori, ancora troppo scarna. Serve più ricerca, che in generale in agricoltura è notevolmente ridotta».
A testimonianza dell’importanza che il settore riveste per Confagricoltura la nascita, ad agosto 2024, di ConfagriBIO, l’associazione dedicata alla promozione dei prodotti e delle pratiche biologiche: «Il mondo del bio aveva bisogno di un organismo di questo tipo – spiega Paolo Parisini, presidente di ConfagriBIO – in primis per aiutare le aziende a districarsi nella giungla della burocrazia, ma anche per illustrare loro le migliori possibilità per valorizzare al meglio i prodotti, a partire dalle scelte colturali in campo. Contattando le varie unioni provinciali stiamo pian piano coinvolgendo numerose aziende, ma ci tengo a sottolineare che per aderire non è necessario essere associati a Confagricoltura».
Fondamentale sarà l’apporto della nuova programmazione Pac, che entrerà in vigore nel 2028 e si chiuderà nel 2034, per la quale Cristina Tinelli, direttrice dell’ufficio relazioni Ue e internazionali di Confagricoltura, con sede a Bruxelles, ha illustrato, insieme alla collega Nicoletta Antelli, le possibili prospettive. Importante anche la testimonianza di due imprenditori, Andrea Minardi e Carlo Spazzini, rispettivamente produttore di Parmigiano Reggiano e allevatore di galline ovaiole, che da anni hanno sposato il biologico.

