BORGO VIRGILIO – Borgo Virgilio Un colpo partito mentre stava armeggiando con una pistola, per mostrare alla propria compagna come difendersi da eventuali intrusioni notturne in casa. È morto così, nel giro di pochi istanti nel pomeriggio di giovedì, il 65enne Alberto Scalari. Unica testimone di quanto accaduto, proprio la sua convivente. Ora, per vederci chiaro in questa vicenda ancora dai contorni del giallo, i carabinieri hanno avviato approfondite indagini e ponendo subito sotto sequestro l’abitazione teatro della tragedia. Essendo stata proprio la sua compagna l’unica persona presente in quel drammatico momento, in attesa che venga ricostruito con certezza l’accaduto, non è escluso che nei confronti della donna possa venire aperto un fascicolo d’indagine per l’ipotesi di omicidio colposo.
A chiamare il numero unico di emergenza è stata la compagna di Scalari, che al telefono ha spiegato come in casa si fosse verificata una disgrazia. Sul posto sono così piombati i carabinieri e il 118, ma il personale medico non ha potuto fare altro che constatarne il decesso, mentre i militari hanno dato il via agli accertamenti del caso, anzitutto raccogliendo la testimonianza della compagna della vittima. Oltre a tali dichiarazioni, i carabinieri stanno vagliando pure i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona.
Considerata la gravità dell’accaduto e la dinamica non ancora del tutto chiara, nella casa di campagna di via Parenza Bassa a Cerese di Borgo Virgilio, oltre ai carabinieri della stazione di Borgo Virgilio, sono arrivati anche i colleghi del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Mantova e quelli del Nucleo investigativo. Su disposizione del magistrato di turno Silvia Bertuzzi l’abitazione è stata posta sotto sequestro in modo da consentire agli inquirenti tutte le analisi del caso. Una svolta alle indagini potrebbe arrivare nel giro di alcuni giorni quando verrà svolta l’autopsia che potrebbe fornire informazioni e chiarimenti sull’accaduto, unitamente agli accertamenti tecnico-balistici sull’arma. Per il momento la salma del 65enne si trova alle camere mortuarie dell’ospedale di Mantova in attesa dell’esame autoptico. Stando a quanto si apprende, Scalari non era un assiduo frequentatore della piazza e dei bar del paese, ma ogni tanto si vedeva in giro. Era appassionato di armi da sparo, che era solito utilizzare in vari poligoni della zona. Praticava da tempo anche arti marziali. In particolare il Viet Vo Dao, ovvero le arti marziali vietnamite.

