ALTO MANTOVANO – Se le famiglie oggi sono schiacciate da un caro-vita e da un bilancio economico mensile che non torna, un sostegno alle loro difficoltà proviene da Regione Lombardia attraverso i Centri per la Famiglia. Li ha istituiti, infatti, su tutto il territorio lombardo già dal 2012, cioè da quando risale la prima sperimentazione.
Sono nati con la finalità di affrontare globalmente la salute delle persone, superando il tradizionale approccio settoriale, per aderire a una società in continua evoluzione come quella attuale, che richiede una rilettura costante e integrata delle richieste che provengono dai cittadini.
Il Piano nazionale per la famiglia 2025-2027 a cui fanno riferimento, li indica come servizi di prossimità, cioè vicini agli abitanti del territorio in cui sono situati e, soprattutto, a libero accesso, cioè gratuiti. La loro organizzazione è caratterizzata dal modello Hub e Spoke: gli Hub per i servizi base e gli Spoke per quelli integrativi si occupano di orientamento, consulenze, attività di conciliazione vita-lavoro, laboratori creativi e numerose altre attività. Supportano famiglie con figli di tutte le età, coppie, singoli, genitori affidatari e/o adottivi, nuclei in transizione (che attraversano fasi critiche), con componenti fragili o disabili o, ancora, che si occupano di figli e genitori anziani e famiglie migranti con figli di seconda generazione. Attualmente, la Lombardia conta 96 Hub e 370 Spoke, elencati sul sito della Regione.
Sull’ Alto Mantovano è presente un Centro per le Famiglie, al sesto anno di sperimentazione. Da quando è partito, il Centro Famiglie Alto Mantovano ha garantito facile accessibilità, tempestività, spazi informali di socializzazione, ha rafforzato le competenze genitoriali, ha promosso attività ludico/culturali, incontri intergenerazionali, gruppi di mutuo-aiuto, e attivato misure regionali a favore dei giovani. Se all’inizio della sperimentazione i cittadini che accedevano erano poco meno di un centinaio, nel 2025 sono state quasi mille le persone raggiunte e i dati delle attività svolte nei primi sei mesi del 2026, parlano già di circa cinquecento partecipanti.
Organizzato da una rete costituita da un ente capofila e da un ampio partenariato di competenza, sotto la supervisione del sistema socio-sanitario di Ats Val Padana, il Centro Famiglie Alto Mantovano cerca di rispondere alle richieste dei cittadini proponendo servizi sempre più integrati tra loro e attivando connessioni potenziali con tutti gli interlocutori utili al benessere familiare.
Il Centro Famiglie Alto Mantovano è uno degli 11 CpF di Ats Valpadana che ne detiene la governance, l’integrazione sul territorio e il monitoraggio, come descritto nella Carta dei Servizi dei Centri Famiglie pubblicata sul sito web di Ats Valpadana (https://www.ats-valpadana.it/news/carta-servizi-centri-famiglie).
La Regione inoltre ha creato un logo ad hoc per consentire ai cittadini di individuare gli Hub egli Spoke di prossimità abilitati.

