MILANO – Le sfide globali non possono essere affrontate da soli, ecco perché secondo Sergio Mattarella “dobbiamo andare verso una sovranità condivisa”. Il presidente della Repubblica, nella seconda e ultima giornata di visita ufficiale in Repubblica Ceca, affronta tematiche complesse nella fase storica che vive l’Europa, ma l’Occidente in generale.
Il capo dello Stato visita la Camera dei deputati ceca, accolto dal presidente dell’assemblea, Tomio Okamura, poi assiste assieme al presidente della Repubblica, l’europeista e atlantista Petr Pavel, a un concerto dell’Orchestra Giovanile Italiana e della Ceska studentska filharmonie al Monastero di Strahov, nella parte alta di Praga, infine il colloquio con il segretario generale del Senato, Milos Vystrcil. In queste occasioni Mattarella sottolinea che “le caratteristiche di ogni Paese vanno sempre rispettate ma le sfide oggi sono globali e nessun Paese, anche quello più forte economicamente o militarmente, può pensare di fare da solo. Altrimenti la sovranità diventa illusoria”. Dalla sicurezza ai flussi migratori, all’equilibrio finanziario, alla presenza di soggetti che operano al di sopra degli Stati e del diritto internazionale, oltre ai cambiamenti climatici, la sanità, sono tutti temi che “possono essere affrontati solo in modo globale”. Dunque, “ci sono questioni che possono essere risolte solo con una sovranità condivisa”.
La fase storica che viviamo richiede unità e condivisione, un “futuro di pace e libertà” che i cittadini europei chiedono e che Italia e Repubblica Ceca “possono contribuire a costruire insieme, anche grazie alla comune appartenenza all’Unione europea e all’Alleanza atlantica”, come scrive Mattarella nel messaggio che lascia sul libro degli ospiti del Senato ceco. Nei colloqui istituzionali ne parla largamente, perché a suo modo di vedere occorre “recuperare lo spirito del 2000”, quella dell’ingresso dei Paesi dell’est nella Nato e nell’Ue, ma soprattutto avere “coraggio creativo”. Perché “il rapporto transatlantico deve rimanere saldo. La Nato è essenziale per garantire l’equilibrio del sistema mondiale ed è utile a entrambi le sponde”, ribadisce mentre a Washington Donald Trump continua a manifestare la delusione verso la Nato, al punto da pensare di uscirne per non aver dato supporto agli Usa nella guerra all’Iran condotta assieme a Israele.
Dalla sponda europea dell’Alleanza, però, la posizione non cambia. Mattarella ribadisce che l’istituzione delle Corti internazionali “è stato un vero salto di civiltà” per “sanzionare le violazioni del diritto internazionale” ed è dunque “di estrema gravità che vengano aggredite”. Il messaggio è chiaro e inequivocabile: “Dobbiamo evitare di tornare indietro nella storia dell’umanità, quando le controversie si regolavano con la forza e non con il diritto. Dobbiamo ricordarlo”, avverte il presidente della Repubblica con i suoi interlocutori. In questo scenario anche i parlamenti hanno un ruolo importante, essendo “fondamentale baluardo della democrazia, cuore del costruttivo confronto tra le differenti istanze presenti nella società”, come scrive nei registri degli ospiti delle due camere.
Per Mattarella, nell’ultimo giorno di visita, c’è stato anche un altro incontro, stavolta inaspettato e caloroso. Durante una breve passeggiata sullo storico Ponte Carlo di Praga, sotto una leggera spolverata di neve, il presidente della Repubblica è stato riconosciuto da una scolaresca di Caltanissetta in gita nella Città delle cento torri che lo ha salutato con entusiasmo intonando l’Inno di Mameli, tentando di immortalare l’attimo con un selfie. Come sempre Mattarella non si è sottratto, ma anzi è andato incontro ai ragazzi e i loro insegnanti col sorriso e l’augurio di “buona passeggiata sotto la neve”. Porteranno il ricordo della magia di Praga e di aver stretto la mano al concittadino più illustre a migliaia di chilometri da casa.

