MILANO – “Se l’Iran non si impegnerà seriamente, domani sera verrà riportato all’età della pietra”. La minaccia della Casa Bianca lanciata lunedì ha una scadenza ben precisa, cioè questa sera, martedì 7 aprile. L’obiettivo degli Usa è spingere Teheran a riaprire lo Stretto di Hormuz, altrimenti il Paese potrebbe essere “eliminato in una sola notte”.
Il presidente americano, Donald Trump ha affermato di non essere “per nulla” preoccupato di commettere possibili crimini di guerra, minacciando nuovamente di distruggere ponti e centrali elettriche iraniane se l’Iran non rispetterà la scadenza di stasera alle 20:00 (ora della costa orientale degli Stati Uniti) per la riapertura dell’importante via di comunicazione. “Non sono preoccupato”, ha detto il repubblicano. “Sapete cos’è un crimine di guerra? Possedere un’arma nucleare”. Senza un accordo con Teheran, ha spiegato, “ogni ponte in Iran sarà distrutto e ogni centrale elettrica in Iran sarà fuori servizio, in fiamme, esploderà e non potrà mai più essere utilizzata” .
Lunedì l’Iran ha respinto una proposta di cessate il fuoco di 45 giorni e ha affermato di volere una fine definitiva del conflitto. “Accettiamo la fine della guerra solo con la garanzia che non saremo attaccati di nuovo”, ha dichiarato all’Associated Press Mojtaba Ferdousi Pour,capo della missione diplomatica iraniana al Cairo. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha esortato gli americani a ritenere il loro governo responsabile di quella che ha definito una “guerra di aggressione” contro Teheran.
Nel corso della conferenza stampa alla Casa Bianca Trump ha ripetutamente attaccato gli alleati degli Usa che, a suo dire, “non ci hanno aiutato” nella guerra in Iran, nominandoli esplicitamente. “Il Giappone non ci ha aiutato, l’Australia non ci ha aiutato, la Corea del Sud non ci ha aiutato, e poi c’è la Nato che non ci ha aiutato”. Ha anche insinuato che la crescente frattura tra gli Stati Uniti e la Nato sia iniziata quando ha proposto per la prima volta l’annessione della Groenlandia.
Sul fronte interno iraniano, le sorti della Guida Suprema non sono chiare. Secondo il quotidiano britannico The Times, Mojtaba Khamenei sarebbe ricoverato in gravissime condizioni nella città di Qom, a sud di Teheran. Non è mai apparso in pubblico da quando è scoppiato il conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele più di cinque settimane fa.
