MILANO – Sostegno alle forze armate ucraine, istituzione di un sistema di monitoraggio del cessate il fuoco proposto dagli Usa, Impegni vincolanti a sostenere l’Ucraina in caso di un futuro attacco armato da parte della Russia. E, ancora, pianificazione militare coordinata per preparare misure di rassicurazione in aria, in mare e sulla terraferma e impegno ad approfondire la cooperazione a lungo termine con l’Ucraina in materia di difesa. Nel giorno dell’Epifania, la Coalizione dei Volenterosi prova a tracciare – per l’ennesima volta – un piano per sostenere Kiev lungo la strada verso la fine dell’offensiva russa, che sta per entrare nel suo quarto anno. Riuniti a Parigi, i 35 membri della coalizione – tra cui l’Italia – hanno messo nero su bianco le prossime tappe, ma soprattutto hanno riconosciuto per la prima volta una “convergenza operativa” tra la loro attività, l’Ucraina, e gli Usa, ribadendo la necessità di “solide garanzie di sicurezza”. Il presidente Usa, Donald Trump, “sostiene fermamente questi protocolli di sicurezza”, che mirano a “scoraggiare qualsiasi futuro attacco” in Ucraina, ha dichiarato l’inviato speciale Steve Witkoff. L’intesa in cinque punti, però, specifica che tutti sono pronti a intervenire, ma “una volta entrato in vigore il cessate il fuoco”.
Sul fronte militare la Coalizione ha annunciato che continuerà a fornire assistenza militare e armamenti a lungo termine alle forze armate ucraine, come ad esempio “pacchetti di difesa a lungo termine; sostegno al finanziamento dell’acquisto di armi; cooperazione continua con l’Ucraina sul suo bilancio nazionale per finanziare le forze armate; accesso a depositi di difesa in grado di fornire un rapido sostegno supplementare in caso di un futuro attacco armato; fornitura di sostegno pratico e tecnico all’Ucraina nella costruzione di fortificazioni difensive”.
“È importante che la coalizione disponga ora di documenti sostanziali, e non solo di parole”, ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, sebbene diverse questioni “restino aperte”, come la delicata questione delle concessioni territoriali richieste da Mosca. La Russia, infatti, non cede sulla volontà di avere l’intera regione del Donbass. In ogni caso, ha ribadito Witkoff, sono stati registrati “progressi significativi”.
Lato italiano, la premier Giorgia Meloni ha ribadito il proprio “no” all’invio di truppe in Ucraina, mentre il cancelliere tedesco Friedrich Merz non ha escluso un impegno diretto delle proprie truppe, ma solo in un paese membro della Nato confinante con l’Ucraina. Ora la palla torna nel capo di Mosca.
L’incontro, ha spiegato la presidente del Consiglio, è stato “costruttivo e concreto” e “ha permesso di confermare un alto livello di convergenza tra Ucraina, Stati Uniti, Europa e altri partner”. Il vertice, ha aggiunto, “è stato dedicato all’affinamento delle garanzie di sicurezza ispirate all’articolo 5 dell’Alleanza Atlantica, come da tempo suggerito dall’Italia. Tali garanzie faranno parte di un pacchetto più ampio di intese, da adottare in stretto raccordo con Washington per assicurare la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina, anche attraverso un efficace e articolato meccanismo di monitoraggio dell’auspicato cessate il fuoco e un rafforzamento delle forze militari ucraine”.
(photocredit: Palazzo Chigi)

