MANTOVA – Un acquisto online che sembrava sicuro e professionale, accompagnato da documentazione apparentemente in regola, si è rivelato essere una truffa ai danni di un medico mantovano, causandogli un danno economico di circa 5.000 euro per l’acquisto di un ecografo portatile mai consegnato.
La vicenda è arrivata all’attenzione della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica – Polizia Postale di Mantova, dove la denuncia è stata formalizzata e dove sono stati acquisiti tutti gli elementi utili: l’annuncio, le chat, le e-mail, la documentazione inviata e le ricevute di pagamento. A seguito degli accertamenti svolti, la Polizia di Stato ha denunciato all’Autorità Giudiziaria un uomo di 40 anni residente in Campania ritenuto responsabile di truffa e sostituzione di persona.
La trattativa era iniziata su un portale di annunci online ma, dopo i primi contatti, era stata spostata su canali esterni, quali messaggistica istantanea e e-mail. Il venditore, presentandosi come impiegato di una società realmente esistente con sede a Roma, si è guadagnato la fiducia dell’acquirente inviandogli documentazione commerciale apparentemente genuina, inerente la descrizione del bene, il prezzo concordato e le coordinate bancarie per il pagamento. Tutti i documenti erano in realtà falsi.
Il medico, convinto dell’affidabilità dell’operazione, ha effettuato un bonifico per il pagamento del bene. Tuttavia, l’ecografo non è mai giunto a destinazione e i contatti tra le parti si sono diradati fino a interrompersi del tutto.
La modalità con cui è stata messa in atto la truffa rientra in schemi frequentemente utilizzati nel commercio online fraudolento: per apparire credibile e convincente, il falso venditore utilizza il nome di un’azienda reale. In casi come questo ricorrono spesso alcuni passaggi tipici, come lo spostamento della trattativa fuori dalla piattaforma di e-commerce, a beneficio di canali meno protetti come le app di messaggistica istantanea o le e-mail. Inoltre, spesso si riscontrano l’utilizzo di contatti e-mail non istituzionali, l’invio di documenti che imitano quelli autentici, l’indicazione di coordinate bancarie non immediatamente verificabili e il richiamo a una presunta presenza online “ufficiale”, anche attraverso pagine web (i cosiddetti “siti clone”) costruite per somigliare a quelle originali.
La Polizia di Stato sottolinea l’importanza di adottare le dovute accortezze e di condurre la trattativa per l’acquisto rimanendo sulle piattaforme web di e-commerce, senza lasciarsi prendere dalla fretta di concludere l’acquisto.

