MARMIROLO – Continuano senza sosta i controlli straordinari dei Carabinieri finalizzati al contrasto dei reati predatori e, in particolare, dei furti in abitazione, nel corso dei quali vengono identificate e controllare decine di persone e veicoli sospetti, procedendo laddove ne sussistano i presupposti, a mirate perquisizioni personali e veicolari per la ricerca di armi, strumenti atti ad offende e strumenti di effrazione.
E’ proprio nell’ambito di tali servizi straordinari, concordati in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal Prefetto della provincia di Mantova, dott. Roberto Bolognesi, nel pomeriggio di ieri i Carabinieri della Compagnia di Mantova, a Marmirolo (MN), hanno tratto in arresto nella flagranza di reato un 30enne, residente in Toscana e domiciliato a Parma, già noto alle forze dell’ordine, per il reato di tentato furto in abitazione. L’uomo, approfittando di un momento di distrazione della proprietaria di casa, una 67enne del luogo, impegnata a spazzare le scale condominiali, si era introdotto fulmineamente nell’abitazione attraverso la porta lasciata aperta per qualche istante dalla donna, cominciando a rovistare dappertutto.
La vittima, avvedutasi della presenza in casa del malvivente, allertava rapidamente, attraverso il Numero Unico di Emergenza 112, la Centrale Operativa dei Carabinieri di Mantova. L’Operatore faceva, quindi, convergere immediatamente sul posto la pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Porto Mantovano, anch’essi impegnati in quel momento nei controlli straordinari del territorio proprio nella zona, i quali, giunti in pochi istanti presso l’abitazione della signora, coglievano l’uomo ancora in casa, in flagrante dell’azione delittuosa.
I Carabinieri provvedevano prontamente a bloccare l’uomo e dichiararlo in arresto. Dopo le formalità di rito, su disposizione del P.M. di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Mantova, l’arrestato è stato associato alla Casa Circondariale di Mantova. Questa mattina, l’uomo è comparso innanzi al Tribunale di Mantova che, su richiesta della locale Procura, ha convalidato l’arresto e, nel conseguente giudizio con rito direttissimo, lo ha condannato alla pena di un anno, 9 mesi e 10 giorni di reclusione, a seguito di “patteggiamento”.

