MILANO – L’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro Usa ha concesso alla Russia l’autorizzazione alla consegna e alla vendita di petrolio greggio e prodotti petroliferi di origine russa caricati su navi a partire dal 12 marzo 2026 e fino all’11 aprile 2026. E’ quanto si legge sul sito ufficiale del Tesoro statunitense.
Il presidente degli Stati Uniti, scrive il segretario Scott Bessent su X, “sta adottando misure decisive per promuovere la stabilità nei mercati energetici globali e si sta impegnando per mantenere bassi i prezzi, affrontando al contempo la minaccia e l’instabilità rappresentate dal regime terroristico iraniano”. Quindi, per aumentare la portata globale dell’offerta esistente, “sta concedendo un’autorizzazione temporanea per consentire ai paesi di acquistare Petrolio russo attualmente bloccato in mare. Questa misura, circoscritta e di breve durata, si applica solo al petrolio già in transito e non apporterà significativi benefici finanziari al governo russo, che ricava la maggior parte delle sue entrate energetiche dalle tasse riscosse nel punto di estrazione”.
Le politiche pro-energia del presidente Trump, fa sapere Bessent, “hanno portato la produzione di petrolio e gas negli Stati Uniti a livelli record, contribuendo a ridurre i prezzi del carburante per i lavoratori americani. L’aumento temporaneo dei prezzi del petrolio è un’interruzione di breve durata e temporanea che si tradurrà in un enorme beneficio per la nostra nazione e la nostra economia nel lungo termine”.
Giovedì l’inviato presidenziale russo Kirill Dmitriev ha annunciato di aver discusso dell’importanza del petrolio di Mosca con i suoi omologhi statunitensi durante un incontro in Florida. “Oggi molti paesi, in primis gli Stati Uniti, stanno iniziando a comprendere meglio il ruolo chiave e sistemico del petrolio e del gas russi nel garantire la stabilità dell’economia globale, nonché l’inefficacia e la natura distruttiva delle sanzioni contro la Russia”, ha ricordato. Insieme ai rappresentanti dell’amministrazione Trump hanno discusso progetti che potrebbero “contribuire al ripristino delle relazioni russo-americane e all’attuale crisi dei mercati energetici globali”. Anche l’inviato speciale Usa, Steve Witkoff ha confermato l’incontro
Sulla scia degli Usa, anche le autorità thailandesi si stanno preparando ad avviare i negoziati per l’acquisto di greggio da Mosca, secondo quanto riportato dal quotidiano thailandese The Nation. “Il Ministero dell’Energia si sta preparando ad avviare i negoziati per l’acquisto di Petrolio dalla Russia al fine di compensare eventuali carenze e rassicurare l’opinione pubblica sul fatto che la Thailandia non dovrà affrontare periodi di penuria energetica”, riporta The Nation, citando il vice primo ministro e ministro dei Trasporti Phiphat Ratchakitprakan. Per il vicepremier, la Thailandia attualmente acquista il 50% del suo Petrolio greggio dai paesi del Golfo Persico e, in relazione al conflitto in Medio Oriente, sta intensificando i negoziati per acquistare più greggio da altri paesi.
Negli ultimi giorni Bruxelles ha più volte ribadito la propria contrarietà all’acquisto di petrolio russo. “Sarebbe un grave errore strategico”, ricordava giovedì la Commissione europea, anche perché la decisione di eliminare completamente le importazioni di combustibili fossili dalla Russia è “degli Stati membri e del Consiglio europeo”. La stessa presidente Ursula von der Leyen ha spiegato che nonostante ci siano “sfide in termini di prezzi dell’energia ora”, bisogna “attenerci a quanto è stato deciso sulla base di prove molto, molto chiare che alla fine pagheremo costi elevati per questa dipendenza dalla Russia“. Per la Commissione “forse può sembrare allettante importare gas a prezzi più bassi, ma a lungo termine paghiamo un prezzo molto alto, e abbiamo pagato un prezzo molto alto per questa dipendenza dai combustibili fossili russi”.

