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MILANO – L’Aula della Camera ha approvato con 155 sì, 86 no e 8 astenuti il disegno di legge delega al Governo in materia di energia Nucleare sostenibile. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato. L’obiettivo del governo è approvare definitivamente la legge delega prima della pausa estiva, per emanare i decreti attuativi entro la fine dell’anno. Il testo è firmato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin.
Si disegna il quadro giuridico perché l’Italia possa tornare a produrre “energia da fonte nucleare sostenibile nel territorio nazionale, anche ai fini della produzione di idrogeno”, oltre a fabbricare e riprocessare “combustibile nucleare”, disattivare e smantellare gli impianti esistenti, gestire i rifiuti radioattivi e il combustibile nucleare esaurito, attivare ricerca, sviluppo e utilizzo dell’energia da fusione.
I decreti del Mase saranno condivisi di concerto con il Mef, il Mimit, il ministero della Difesa, il Mur, il ministero della Salute, il Mit, il Mic, il ministero del Lavoro, il ministero per la Protezione civile e le politiche del mare, il ministero per lo Sport e i giovani, con l’intesa della Conferenza unificata e il parere del Consiglio di Stato, entro di 45 giorni dalla data di trasmissione. La dotazione finanziaria iniziale è di 60 milioni di euro totali, divisi equamente nel triennio 2027, 2028 e 2029, ai quali si aggiungono 1,5 milioni per il 2025 e 6 milioni per l’anno in corso per la campagna di informazione ai cittadini sull’energia nucleare.
Entrando nel dettaglio, il ddl prevede la realizzazione di un Programma nazionale per lo sviluppo della produzione e dell’utilizzo di energia da fonte nucleare sostenibile e da fusione, ma anche l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni dell’Unione europea e agli accordi internazionali in vigore per l’Italia. Sul piano pratico, uno dei punti principali è la sperimentazione, localizzazione, costruzione e installazione di nuovi impianti, che il governo ha individuato negli Smr, acronimo di Small modular reactor, ovvero reattori modulari, trasportabili, di piccole dimensioni. Inoltre, la nuova energia dovrà servire anche il settore navale e marittimo.
Altro criterio cardine del disegno di legge è la formazione, con il coinvolgimento delle università e degli enti pubblici di ricerca. Così come non viene messo in dubbio l’obiettivo della neutralità carbonica al 2050 e il “perseguimento della sostenibilità ambientale, sociale ed economica nella produzione di energia da fonte nucleare, con la garanzia che i decreti legislativi rispettino i criteri previsti dalle norme sulla tassonomia dell’Unione europea relativa alle attività sostenibili nonché i parametri tecnici individuati dall’Aiea, al fine di assicurare elevati livelli di sicurezza degli impianti”. Nel passaggio parlamentare, infine, è stata inserita nel testo anche una clausola di salvaguardia in favore delle autonomie speciali, ovvero le Regioni a Statuto speciale e le Province autonome di Trento e di Bolzano

