MILANO – Sergio Mattarella sceglie Silvano Tosi per invitare, soprattutto i giovani, a “non lasciare che si realizzi” la “regressione” profetizzata da Tocqueville a “un futuro oscillante fra la libertà democratica e la tirannide cesarista”.
Il presidente della Repubblica, insignito della Laurea magistrale Honoris Causa in ‘Politica, Istituzioni e Mercato’, in occasione dei 150 anni della Scuola di Scienze politiche Cesare Alfieri, a Firenze, dosa perfettamente le parole del suo intervento. Lo scenario in cui si muove la società contemporanea è quella di una guerra voluta e portata avanti dalla Russia in Ucraina da oltre 4 anni, cui ora si aggiunge l’operazione militare portata avanti da Usa e Israele contro l’Iran, che ha reagito colpendo alcuni Paesi del Golfo, mentre sul piano economico le sfide si giocano sempre più sull’asse tech e la ‘guerra ibrida’ diventa un pericolo sempre più preoccupante.
Mattarella cavalca la storia dell’Ateneo per ricordare lezioni ancora oggi sono attuali, in un mondo dove “nuova è la pretesa di abbattere gli impegni assunti dopo la seconda Guerra mondiale per dare ordine ai rapporti internazionali su base di parità tra gli Stati”, agendo “al di fuori delle regole degli Stati e di organismi sovranazionali, erodendo la sovranità dei primi e il crescente ruolo positivo dei secondi”. Per questo il capo dello Stato riprende un’esortazione proprio di Cesare Alfieri, quella in cui pungolava gli insegnanti a dare “buone vettovaglie” ai propri alunni per fornirli di “buone armi per tutta la campagna della vita militante”. Parole che potrebbero essere state pronunciate ieri l’altro, per quanto attuali, in uno scenario internazionale che “sta imponendo sfide rivoluzionarie nell’ordine internazionale e in quello economico, con evidenti riflessi sugli assetti e sugli ambiti istituzionali”. Con “soggetti tecnologici e finanziari”, che spesso si fondono, a recitare la parte dei “protagonisti degli scenari globali, con grande e crescente influenza sulla vita quotidiana di singoli e di comunità”.
Mattarella viaggia nel tempo per calibrare al millesimo le parole. Come quando cita l’importanza dei partiti politici che “hanno rappresentato il motore della rinascita democratica dell’Italia, assicurando il coinvolgimento popolare”, mentre oggi “i social hanno modificato il modo di comunicare, cambiando relazioni sociali e modo di operare anche nella vita politica”. Anche “l’intelligenza artificiale sta modificando forme e modalità di lavoro e innumerevoli e ancora indefiniti aspetti della vita nel mondo”, avverte il presidente della Repubblica, esortando il mondo della cultura e delle istituzioni, come la ‘Cesare Alfieri’ a dare un “contributo fondamentale, in questo quadro, a una convivenza più giusta e più libera”. Perché “la tecnologia e la scienza sembrano avere oggi bisogno soprattutto di un nuovo e vigoroso apporto di carattere umanistico”.
La tradizione della scuola fiorentina è ricca di nomi del passato da cui prendere spunto: da Teodosio Marchi a Santi Romano, Giuseppe Maranini, Luigi Lotti, Giovanni Spadolini, Giovanni Sartori, Silvano Tosi, ma anche Fausto Vicarelli, Ezio Tarantelli, Antonio Cassese e “un giovane Mario Draghi, che ebbe a Firenze la sua prima cattedra”. Insegnanti e insegnamenti che possono tornare utili anche a chi, oggi, ricopre ruoli istituzionali di vertice. Soprattutto in un contesto geopolitico come quello attuale, dominato dall’incertezza.
Venerdì prossimo, 13 marzo, Mattarella riunirà il Consiglio Supremo di difesa, proprio per discutere della guerra in Iran e le tensioni in Medio Oriente, con un’analisi della situazione internazionale e degli effetti della crisi in corso. Nel frattempo il governo prosegue il monitoraggio della situazione e in mattinata, a Palazzo Chigi, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, assieme al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Sicurezza della Repubblica, Alfredo Mantovano, hanno incontrato i vertici militari e dell’Intelligence, per fare un punto della situazione sugli aspetti militari e informativi connessi alla crisi nell’area del Golfo.

